Il viaggio straordinario della tua storia inizia qui

Affidare la tua storia a un editor è come mandare il tuo protagonista nel mondo straordinario: è un atto di fiducia, di rischio, di apertura e coraggio. Nel viaggio dell’eroe, il personaggio incontra un mentore: qualcuno che non vive la sua avventura al posto suo, ma che gli offre strumenti, visione, direzione. Qualcuno che vede ciò che lui ancora non vede. E così accade anche tra autore ed editor. Tu entri nel mondo straordinario del lavoro editoriale con dubbi, resistenze, paure. Io ti accompagno attraverso prove iniziatiche, scelte, riscritture, rivelazioni. Insieme affrontiamo ciò che non funziona, valorizziamo ciò che brilla, trasformiamo ciò che ha bisogno di evolvere. E, poi, arriva il momento decisivo: la storia cambia e tu cambi assieme a lei. È il climax, La battaglia finale. L’elisir. Ne esci più consapevole, più forte, più padrone della tua voce. La tua storia torna nel mondo ordinario (quello dei lettori) con una nuova potenza, una nuova forma, una nuova intensità narrativa. E tu, come ogni eroe che completa il proprio arco, non sarai più lo stesso.

Scrivimi qui: francescasilvialoiacono@gmail.com

Scrittrice, editor, ghost writer e autrice di podcast

Sono un’autrice, un’editor, una ghost writer e una mentore narrativa. Non solo: nel mio viaggio di esplorazione sul pianeta Storytelling ho incontrato anche la scrittura per l’audio, diventando autrice di podcast e consulente per la produzione di podcast per privati e aziende.

Da sempre studio le storie: come nascono, come si trasformano, come conquistano il lettore. Ho imparato che ogni testo ha un cuore che batte, e che il mio lavoro è aiutarti a sentirlo meglio, questo battito.

Oggi accompagno autori e autrici nel loro viaggio creativo: li aiuto a vedere ciò che la storia chiede, a darle struttura, ritmo, profondità. Perché nessuno dovrebbe affrontare il proprio Mondo Straordinario da solo.

Inoltre, aiuto privati e aziende a far conoscere il loro mondo valoriale e i loro prodotti e/o servizi grazie alle potenzialità della narrazione audio ( podcast).

Ad aprile 2026 ho preso la certificazione come editor presso l’agenzia letteraria “Saper Scrivere” di Diego Di Dio e ad agosto 2026 sono diventata editor certificata di “Rotte Narrative”, la scuola di scrittura per aspiranti autori professionisti fondata da Livio Gambarini.

Scrivimi qui: francescasilvialoiacono@gmail.com

Chi sono, in breve.

Sono nata a Milano da una famiglia che mi ha insegnato due cose importantissime: che le parole sono pura magia e che le storie possono cambiare la vita delle persone. Sono cresciuta tra libri, taccuini pieni di disegni, cartoni animati giapponesi, fumetti e libri-game.

Dopo la laurea in Lettere Moderne con lode all’Università Cattolica di Milano e un Master in “International Screenwriting and Production” (all’epoca il mio sogno era diventare una sceneggiatrice), ho iniziato a esplorare ogni angolo della narrazione: dalla scrittura poetica a quella della narrativa breve, al romanzo. Ho studiato editing e correzione di bozze diplomandomi con l’agenzia letteraria “Saper Scrivere” di Diego di Dio e ho una profonda conoscenza di storytelling audio.

Ho scritto e pubblicato sette libri, con piccole e grandi case editrici, sempre per merito e mai a pagamento (non pagate mai per farvi pubblicare!) e, di recente, ho approcciato il mondo del ghost writing, scrivendo su commissione un “memoir”.

Ho guidato team di scrittura in ambito audio, scritto e prodotto diverse decine di podcast, accompagnato autori e autrici nel loro percorso di scrittura.

Oggi sono editor, ghost writer, mentore narrativa freelance, organizzo eventi letterari sul territorio, sono coordinatrice operativa di Rotte Narrative e non smetto mai di scrivere (al momento ho due progetti di narrativa in sviluppo).

Leggi l’incipit del mio romanzo “Io sono Cupido” (Bookabook)

Uno spazio dedicato all’assaggio di alcune mie fatiche letterarie. Un “amuse bouche” per farti “venire fame” delle mie storie e… ordinare dal menù!

Capitolo 1- L’amore ai tempi dell’olio di palma

(…) Mi chiamo Rebecca Donà, ho trentacinque anni, una passione innata per Harrison Ford in Star Wars, i cocktail molto alcolici e i narcisisti. Esatto, proprio loro: gli uomini che odiano le donne. Li trovo estremamente sexy, almeno all’inizio.
Forse per questo sono attualmente separata, anziché single come la maggior parte delle mie coetanee. Qualche anno fa ho sposato un uomo che odia il sesso debole, sperando di cambiarlo, e invece tutto ciò che sono riuscita a cambiare è il mio stato civile: da single a sposata, da sposata a separata e, a breve, divorziata.
Non tutti i mali vengono per nuocere, comunque. Almeno nel mio caso.
È stato proprio grazie al mio status di separata che sono riuscita ad aggiudicarmi il posto di love matcher per Love Around. Dopo un primo, interminabile colloquio in una stanza completamente vuota, in cui è stato messo alla prova il mio
Quoziente Intellettivo (QI) con una serie di prove di logica, e un secondo incontro – altrettanto interminabile – in cui è stato valutato il mio Quoziente Emotivo (QE) con una serie di test psicologici, il team di Love Around mi ha chiesto infine se ero single, sposata o separata… e quando mi ha sentito rispondere: “La terza”, ha decretato finalmente il buon esito del colloquio. «Dottoressa Donà, lei è assunta! Date il benvenuto alla nuova love matcher di Love Around Milano» ha decretato Sonia, la senior content manager del team che, insieme alle responsabili delle human resources, ha preso in carico la scelta della nuova risorsa per la sede di Milano. «Chi meglio di lei, giovane e separata, potrà essere la nuova Cupido meneghina e incarnare l’emblema della donna attuale?» ha concluso, mentre il team di Love Around applaudiva per l’esito della selezione. E così, grazie al fatto di aver sposato un narcisista e di essermi poi decisa a lasciarlo, ho detto addio alla mediocre agenzia di eventi per cui prestavo lavoro occasionale con un misero contratto a progetto e ho varcato le soglie di uno degli uffici più “in” di Milano.

Leggi l’incipit del mio romanzo “La discesa dei Luminosi – La profezia dei Maya” (Giunti)

Capitolo 1- Jude

L’orologio di San Marco batté le cinque.

Era l’ora del tramonto, un gelido tramonto invernale che tingeva il cielo di viola.

Nascosto in una felpa col cappuccio Jude scese per primo dal vaporetto e s’incamminò lungo il molo, indeciso sulla direzione da prendere. Dopo pochi metri si fermò a guardare la piantina della città e non potè fare a meno di notare dall’altra parte della strada una giovane donna che lo fissava con curiosità. I loro sguardi si incrociarono ma subito lei distolse gli occhi, turbata, affrettando il passo nella direzione opposta. Jude scosse il capo, scompigliandosi i capelli biondi.

Il sole era ormai scomparso quando Jude varcò l’ingresso dell’università  che a quell’ora era semideserta. Dopo aver chiesto indicazioni al bar, raggiunse la biblioteca del dipartimento di archeologia, che si trovava in fondo a un lungo corridoio. Prima di entrare si voltò un istante, colto dalla spiacevole sensazione di essere seguito, ma non vide nessuno. Aprì la porta e si ritrovò in una stanza ampia e silenziosa, con le pareti tappezzate da scaffali di libri e tavoli di legno disposti in file ordinate.

Dietro il banco delle richieste, una donna sui quarant’anni sonnecchiava su una rivista di gossip. Jude la osservò con attenzione: indossava una camicetta a righe, portava gli occhiali e aveva i capelli color cenere, legati con un elastico.

“Mi scusi signora, avrei bisogno di un libro”.

La bibliotecaria si svegliò con un sobbalzo, facendo cadere gli occhiali. Alzò lo sguardo e, accorgendosi del ragazzo, arrossì. Jude le rivolse un sorriso gentile.

“Posso chiedere a lei?” La donna sbatté le palpebre con aria smarrita.

 “Ah… sì, certo. Ti serve un libro?”

Jude le porse un foglio di carta con un titolo. La donna lo guardò attentamente, quindi controllò sul computer.

“È disponibile solo in consultazione. Hai il tesserino?”

“No. Vengo dall’aeroporto e non sono passato da casa… non basta il passaporto? Mi metterò qui davanti a lei, così mi può controllare. Per favore…”

Con un sorriso disarmante, Jude indicò il tavolo più vicino al bancone.

La donna scosse il capo.

“Mi serve il tesserino. E anche un permesso speciale del professor Bellani” aggiunse, fissando lo schermo del computer.

“Il volume è riservato”.

Jude non si arrese e le mostrò il passaporto.

“La prego. È davvero importante”.

La guardò con i suoi occhi verdi e la bibliotecaria con un sospiro, cedette.

“Va bene. Per questa volta”.

Mentre lei registrava i suoi dati, Jude si voltò a osservare i pochi presenti: un paio di ragazze chine sui libri, un ragazzo occhialuto che sfogliava con ansia un volume. Nessuno sembrava aver notato la scena al bancone.

“Devi firmare qui ”

Jude tornò a voltarsi verso la donna, che gli stava porgendo un foglio e una penna. Li prese e scrisse il suo nome con una calligrafia svolazzante:

Jude Byron

Quindi restituì tutto alla bibliotecaria che, evitando di incrociare di nuovo i suoi occhi, si alzò e si diresse verso gli scaffali.

Era un volume dalla copertina rigida, con l’immagine di una sgargiante fenice che risorgeva dal fuoco. Jude la osservò per qualche istante, attratto dall’ uccello leggendario che aveva ispirato tanti miti e leggende tra gli antichi. Ma non era questo che gli interessava. Cercava notizie su un codice Maya scoperto dieci anni prima a Teotihuacàn, in Messico, dove un tempo sorgeva una splendida città di pietra. Era stato il suo collega Michael Belfiore a consigliargli di andare a Venezia e cercare Augusto Bellani, un docente di archeologia, bizzarro e vanitoso, che si era sempre interessato al codice. Felice di aiutarlo nelle sue indagini, Michael gli aveva generosamente consegnato le chiavi dell’attico di famiglia e si era offerto di coprirlo sul lavoro.